Alessandro Marescotti
L’impatto inquinante della Marina Militare nel Mar Piccolo di Taranto è legato alla storica presenza dell’Arsenale e delle attività di cantieristica navale. I fondali del primo seno del Mar Piccolo sono risultati storicamente contaminati da metalli pesanti (piombo, mercurio e cadmio), PCB e idrocarburi.
(Michele Lucivero)
La militarizzazione del territorio pugliese attraverso l’imponente cessione del nostro suolo a servitù orientate a scopi bellici ha una potente ricaduta nell’ambito della formazione e dell’istruzione. Sia per legittimare la perdurante presenza militare, storicamente incompatibile per una terra vocata al pacifismo e alla preservazione del fragile equilibro ambientale, sia per normalizzare la guerra in funzione del sostegno concreto e ideologico allo sforzo bellico attuale del nostro Paese in conflitti armati, come quello in Ucraina e quello in Palestina, da qualche anno assistiamo in Puglia, come in tutta Italia, ad una martellante retorica di guerra che parte delle scuole, dall’infanzia fino alle superiori, e si diffonde inesorabilmente nelle università in tutta la società civile.
(Enzo Ciprezzi - LIPU Puglia e Basilicata)
La recente conversione del DL 175/2025 in Legge n.4 del 2026, che va a definire ulteriormente il D. Lgs 190/2024 (attuale riferimento in materia di autorizzazioni di impianti rinnovabili) è il rocambolesco punto di arrivo di una stratificazione normativa “al ribasso” su questo tema. Questa stratificazione, già disastrosa e ultra decennale, ha assunto livelli caotici oltre ogni ragionevolezza in cui le diffide e ricorsi degli studi legali delle società hanno potuto avere spesso buon gioco nello tsunami di istanze presentate.
(Gennaro Agrimi)
1. Qualità delle acque di balneazione
2. Depuratori: l’eterno imbuto della costa a nord di Molfetta
3. Il riuso delle acque in agricoltura: ancora nulla di fatto
4. Trani: l’illusione della condotta sottomarina
5. L’emergenza Alga Tossica
6. Il caso della vasca di colmata sul lungomare di Molfetta
7. Erosione costiera
8. Spiagge libere e accessibilità: Molfetta resta indietro
(Contributo del Comitato di Consultazione Popolare di Gravina in Puglia)
La vicenda della individuazione del sito dove allocare il Deposito Nazionale di scorie radioattive sembra recentemente essersi spenta sotto i riflettori mediatici: è evidente la volontà dell’attuale Governo di affossare le legittime rivendicazioni dei territori, specie quello appulo-lucano, che chiede con forza di rivedere la scelta a fronte del grande valore paesaggistico e ambientale che possiede. La strategia politica di questo Governo procede in maniera silenziosa, senza notizie eclatanti proprio per non destare interesse nei cittadini e per tenere tutto all’oscuro.